
EMO: La nuova generazione dei Teenager…
Marzo 11, 2009Descrivere tutto ciò che è associabile allo stile emo è, dobbiamo ammetterlo, veramente difficile. Ci siamo documentati a fondo sui cosiddetti “emo kid”, abbiamo letto molto di ciò che li riguarda (e che magari riguarda anche voi), della musica che ascoltano, di ciò in cui credono. E abbiamo notato che tutto quello che è disponibile in rete è alquanto succinto e superficiale. Noi, in questo articolo vogliamo approfondire un po’ di più lo stile emo. Ma prima di tutto è giusto chederci e chiedervi: lo stile emo, si può definire solamente “stile”?
Secondo noi no. Non si tratta semplicemente di un modo di vestirsi. Lo stile emo ha, infatti, radici abbastanza profonde. La cultura emo è particolarmente radicata nella musica, in particolare è stata per anni considerata come un sottogenere di un’altro tipo di musica: la musica punk. Gli anni a cui ci riferiamo sono gli anni ‘80. Anni amati e odiati e anni in cui molti di voi non erano ancora nati. Ebbene, la musica punk che ha avuto il suo apice alla fine degli anni ‘70 si è trasformata negli anni ‘80 creando una miriade di sottogeneri e sottoculture. Tra questi sottogeneri e sottoculture, si era particolarmente distinta la musica di Washington DC. Nacquero a metà degli anni ‘80 una miriade di band, alcune delle quali divennero davvero famose.

Stiamo parlando, per i cultori della storia della musica, degli Embrace (che ebbero un ottimo successo tra il 1985 e il 1986 con un solo album dal titolo embrace) e dei Rites of Spring. Questi ultimi, diventati famosi per le loro performace dal vivo veramente sconcertanti, sono considerati dalla critica i “fondatori” del genere musicale emo. Per voler essere più precisi, i critici sono concordi nel dire che fu il primo “vagito” del genere definito “emotional hardcore”. Come ben sapete, se i critici si trovano concordi nell’affermare una cosa, allora i diretti interessati non possono fare altro che negare e rifiutare l’etichetta emo (o meglio rifiutarono l’etichetta emotional hardocore). Comunque sia, i Rites of Spring sono una netta spaccatura con il sottogenere punk hardcore di quegli anni ‘80. Mentre nei testi delle canzoni punk hardcore le band esprimevano generalmente giudizi su governo ed economia, mettendo in evidenza i contrasti di una società opulenta (quella americana e anglosassone) ma al limite del tracollo per problemi legati a tensioni sociali e generazionali, nei Rites of Spring il testo delle canzoni è veramente inusuale perchè ispirato a sentimenti personali che riguardano in maniera indiretta la società e il governo. Ci resta come esempio della musica di questo primordiale gruppo emotional hardcore l’album d’esordio “Rites of Spring”.
Anche i Rites of Spring si sciolsero nella seconda metà degli anni ‘80. Alcuni membri confluirono in altre band. Emblematico è l’esempio dei One Last Wish, formati, tra l’altro, da un membro dei Rites of Spring e degli Embrace. Anche la band One Last Wish, sebbene le promettenti premesse, si sciolse ben presto. A quanto pare, il destino che accomuna tutte queste band etichettate come “emotional hardcore” è uno straordinario exploit come primo album d’esordio e la breve durata. Si tratta di certamente di un fattore negativo, la breve durata, ma la miriade di band che si formavano e riuscivano a pubblicare (quelli che allora si chiamavano album ed lp) era ed è comunque un elemento positivo: il panorama musicale di Washington DC era fervido di idee. Talmente fervido che a metà degli anni ‘90, il sottogenere musicale emotional hardcore tornò alla ribalta. Gli artefici di questo successo? In primo luogo la band dei Fugazi.

Quindi, cosa abbiamo dimostrato con le nostre osservazioni? Il genere emo è un’evoluzione del genere punk, che ha subito varie ed interessanti influenze. Emo come sinonimo di emozione, è stata la definizione di molti gruppi i cui testi sono caratterizzati da una ricerca introspettiva che si distingueva dal passato. Quindi, emo non è semplicemente uno stile di abbigliamento. Ha radici culturali profonde che si intrecciano negli ultimi 20 anni.
E’ in corso una specie di campagna denigratoria nei confronti dei cosiddetti emo kid, i ragazzi e le ragazze che, sempre più numerose, si avvicinano alla cultura emo. Le band musicali che abbiamo citato possono piacere o non piacere. Ci sembra infantile denigrare deliberatamente chi segue uno stile di vita diverso dal proprio, soprattutto adducendo come motivo l’abbigliamento o le tendenze suicide che dovrebbero accumunare tutti gli emo. Non neghiamo che vi siano stati episodi in tal senso, non neghiamo che alcuni si feriscano i polsi con lamette, rasoi o forbici deliberatamente. Ma attenzione, il fenomeno emo non è solo questo. Significa prediligere un particolare genere musicale, prediligere l’introspezione personale nei testi. Ma soprattutto essere emo non è solo abbigliamento esteriore. Gli emo kid (ma anche le emo girl, che ci hanno dimostrato di essere numerosissime!) hanno sicuramente una tipologia di abbigliamento in cui si riconoscono. L’abbigliamento emo nasce sulle basi della moda da strada degli skater americani. Scarpe da Skater di marca Vans o Converse All Stars. A dimostrare il crescente interesse per l’abbigliamento e gli accessori di marca per lo stile emo, recentemente la ditta Vans produce scarpe da skater arricchite da piccoli teschietti, stelline e vampiri. Sì, perchè i teschi, le stelline e i vampiri sono simboli dello stile emo! L’associazione emozione/morte con il teschio è presto fatta! Ma per quanto riguarda le stelline dovremmo sicuramente approfondire! E poi, per proseguire con l’abbigliamento emo/skater, possiamo ricordare i jeans. Skinny. Di qualche taglia inferiore alla propria. E jeans dalla fattura femminile anche per gli emo boys. Altro capitolo a parte è l’acconciatura o capigliatura che dir si voglia. Il tipo di acconciatura più gettonato dai ragazzi emo è il caschetto. Con i capelli molto lunghi quasi a coprire gli occhi, meglio se “tirata” da un lato. Di derivazione punk sono poi i colori da prediligere per i capelli: il nero lucido con qualche spruzzo di colore. C’è chi lo definisce una botta di vita. E poi possiamo segnalare, oltre alle pettinature, il trucco marcato anche nei ragazzi.
FONTE: fashionteen.info
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