Archivio per la categoria ‘MODA’

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I love “piggy”

Settembre 30, 2009

I maiali non piacciono solo a George Clooney, ma declinati in accessori e oggettistica sono una delle tendenze dell’autunno-inverno 2009/2010, insieme ai fiocchi, alle stampe variopinte, alle spallone imbottite. Parola di fashion blogger

TENDENZE DELL’ AUTUNNO- INVERNO 2009/2010 -“Tra le microtendenze di quest’anno, racconta Francesca ad Affari Italiani, ci sono tutti gli accessori a forma di maialino, una tendenza iniziata l’anno scorso in Inghilterra, che non sarà sfuggita agli occhi dei più attenti. C’è un’esplosione di braccialetti, pendenti, borse, anelli che presentano la forma del ‘piggy’( dall’inglese appunto maialino)”. Altri trend? “Quello dei fiocchi – continua la blogger – una tendenza lenta, ma continua che dalla strada è arrivata agli stilisti più famosi. La pioniera è stata nel 2008 la designer Martin Margiela che ha creato un anello in argento a forma di fiocco simile alle decorazioni chiudi-pacco. Poi sono comparsi anche sulle passerelle i vestiti a forma di fiocco fino ad arrivare agli accessori e alla donna-coccarda. Le stampe colorate sono poi un must della stagione, presentate dagli stilisti insieme a un’altra tendenza che ritorna: le spallone imbottite delle giacche, tanto care alle nostre mamme e zie. Altre piccole tendenze infine sono le calze molto colorate e le rappresentazioni della pioggia, dalle nuvolette agli ombrelli, attraverso vestiti e accessori, per esempio la stilista Agatha Ruiz de la Prada ha realizzato il vestito-ombrello, Alexander McQueen un cappello a forma di ombrellino”.

 

Fonte: www.affariitaliani.it

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La nuova moda per speculare sul Re del Pop!

Agosto 8, 2009

News sul fronte Michael Jackson per guadagnare altri soldi con la morte del Re del Pop, qualcuno si è inventato una nuova cosa, trasformare i capelli che Jacko si bruciò nel 1984 durante lo spot Pepsi in diamanti.

Sarà la LifeGem ha trasformare i capelli di Michael in diamanti, secondo il Chicago Tribute. La società dell’Illinois ha deciso di trasformare in dieci diamanti da mezzo carato la ciocca di Jackson, tenuta in cassaforte da Ralph Cohen, il produttore esecutivo dello spot Pepsi.

La Life Gem è capace di estrarre carbonio dai capelli facendolo bruciare a 5500 gradi, causando poi il processo di cristallizzazione. Si dice che l’azienda sia la stessa che trasformo in gemme dei capelli di Ludwing van Beethoven e che mise su E Bay a 200 mila dollari.

Roba da pazzi!!!!

Fonte: Lussuosissimo.it
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Nuova moda dell’estate: Autoreggenti in bella vista!

Agosto 8, 2009

Tra le follie della moda e le tendenze strambe dello street style, può capitare di imbattersi in un trend che vuole ciò che di norma va sotto gli abiti, improvvisamente esposto come un qualsiasi accssorio di abbigliamento.

E’ il caso dei collant autoreggenti, non più underwear, ma trasgressivo capo da mostrare. Ad onor del vero a sposare la tenendena prima di chiunque altra è stata Paris Hilton, seguita a ruota da Mischa Barton, ma basta dare un’occhita ai siti e blog di moda di strada per capire come la tendenza si sia diffusa a macchia d’olio.

Non so voi, ma io ne faccio volentieri  a meno.

FONTE: Girlpower.it

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Ecoflage, la nuova t-shirt biodegradabile

Luglio 10, 2009

Ecoflage

In occasione di Pitti Immagine Uomo, il brand Il Viaggio, opera prima di Mario Vigilante, propone la nuova Ecoflage, la t-shirt biodegradabile e lancia un chiaro eco-messaggio. Ecoflage è una t-shirt realizzata in 100% jersey di bamboo completamente biodegradabile, antibatterico ed antiallergico.

 I materiali sono studiati in modo tale da rendere la tshirt completamente non inquinante al limite di scomparire in modo del tutto naturale qualora piantata in un vaso di fiori.

FONTE: Megamondo.com

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Silvian Heach on tour con Burn Coca Cola: T-shirt che “infiammano” la night life.

Luglio 10, 2009

1500 T-Shirt prodotte e brandizzate da Silvian Heach saranno protagoniste delle attività promozionali per il 2009 di Burn, lenergy drink di Coca Cola lanciata nel 2002 e divenuto subito una delle più diffuse e richieste nella specifica tipologia di prodotto.

Attualmente il promotional tour Silvian Heach/Burn copre tre aree strategiche della night life italiana – Milano, la Riviera Romagnola ed il litorale tra Jesolo e Lignano Sabbiadoro – e prevede la presenza delle T-shirt nei locali più cool delle tre zone. Liniziativa rientra in unoperazione complessiva di co-marketing che vede – in piena sintonia di target – il marchio di abbigliamento facente capo ad Arav Fashion SpA e la bevanda prodotta e distribuita da Coca Cola Company

Fonte: it.notizie.yahoo

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Moda e tendenze 2009

Giugno 3, 2009

Ecco le tendenze ed i “must have” per la prossima primavera, per l’estate ed il prossimo inverno 2009.

Per una vacanza estemporanea ai Tropici o per una crociera nel blu dei Caraibi ecco quello che vi serve sapere. Tira, tira e tira lo stampato spalmato e graffiato con effetto lucido di pelle di animale (o animalier per dirla in modo tecnico). Molto anni Ottanta al mercato, secondo la sottoscritta, ma assolutamente di tendenza secondo i guru del pret-à-porter. E poi collane collane e ancora collane: di spugna, di plastica colorata e fluorescente. Enormi ciondoli che sbucano dai caftani leggeri e vistosissimi collier intrecciati in stile Africa, in versione bon-ton però. Per la sera invece via a vestagliette di seta leggera, preferibilmente a poncho, che si appoggiano lievi e svolazzanti sull’abbronzatura. fresca.

Per le serate importanti e per i cocktails è di rigore il punto vita. Sottolineato da alte cinture formate da più stati sovrapposti, con gancetti e chiusure che si rincorrono ed evidenziano un vitino da vespa che se non c’è, s’ha da inventare. Vita alta e in vista anche per i pantaloni dal taglio maschile e le gonne lunge e strette che si alternano con minigonne che si possono soltanto intuire, sopra ai sempre più presenti – sebbene poco donanti – leggings. Leggeri e coloratissimi, of course! Anche qui non manca l’animalier, ovvero la bestia che si stampa su un tulle leggerissimo di chiffon che sbuca e sbuffa da maglioncini smanicati realizzati in cotone grossolano, tanto ma tanto eco-chic. Pizzo nero abbinato a tulle leggerissimo, magari soltanto su maniche e polsini, e lana lavorata per gli abiti da sera, le gonne svasate o i tubini che perdono la loro rigidità e scendono morbidi sui fianchi.

Per un dopo cena di tendenza, imperdibile il completino di raso, rosa antico, in cui la delicatezza dei tagli contrasta con malizia con la stampa dichiaratamente saffica. E poi un bel paio di manette glamour – in cui lasciare mezzo stipendio – di pelle lucida e borchiata. Anche il mini frustino di lattice e pelle non può mancare, se non per essere usato davvero su qualche povero schiavo (o poor slave, visto che in inglese tutto sembra sempre più fashion) , quanto meno per essere abbinato con il guinzaglietto, sempre di pelle lucida, con intarsi di piccole catene e Swarowsky nella parte del collare.

Per l’uomo che verrà. Si sa, l’uomo è più semplice, più immediato e, abbandonate la gonne e gli infradito, torna al look sobrio, giocato sui colori tenui, con qualche divertente eccezione giocosa. Il “must have” delle prossime stagioni è la felpina con cappuccio, preferibilmente disegnata con cartoni animali giappo (i manga), da portare con scioltezza sopra alla camicia bianca e – attenzione! – alla cravatta nera opaca stile “fatto a mano, all’uncinetto” e, soprattutto, sotto ad una giacchina asciutta asciutta di raso nero.

Fonte:  Fuoriditesta.it

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Scarlett Johansson nuovo volto di Mango

Giugno 3, 2009

Dopo Dolce e Gabbana Make Up, Scarlett Johansson sarà il volto della collezione Autunno/Inverno 2009-2010 di Mango.
Grintosa e cosmopolita, l’attrice sarà in grado di succedere a Penelope Cruz, testimonial Mango per l’anno 2008-2009. Due bellezze differenti, accomunate oltre che dalla recente performance in Vicky Christina Barcelona, dalla spiccata sensualità.
Per la campagna pubblicitaria, Mango ha scelto Mario Sorrentino ad immortalare la bella attrice.
La data di uscita dei primi scatti è ancora da definire.

Fonte: Fashion FM

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Time stila il brutto della moda

Marzo 30, 2009

La moda si sa è bel vestire e bel presentarsi; ma è anche capriccio che deve difendere fantasia ed estro, come la Prima Ministra delle Filippine che dichiarava a suo tempo che quando capitava di doversi fare una capatina tra i poveri del suo paese ci metteva si e no due ore solo per scegliere quale tra le duemila paia di scarpe indossare. O i capricci ministeriali della Presidentessa dell’Argentina che indossò in un sol giorno cinque abiti diversi tutti costosissimi; niente male se si pensa che quel giorno erano riuniti i potenti della terra a discutere sulla fame nel mondo seduti dinnanzi ad un tavolo imbandito di caviale e champagne. Adesso per queste storie di malamoda si tira un freno; primo passo lo fa il Time di New York che stila una graduatoria sui “falsi passi d’eleganza e trascina nella rete delle figuraccie mondiali Anna Wintour la direttrice di Vogue musa ispiratrice de’ ‘Il Diavolo Veste Prada’.
A maggio di quest’anno infatti la direttrice si presentò al Gala del Constume Institute di New York con un abito firmato Karl Lagerfeld intarsiato di molluschi e crostacei: esito, una specie di sconfitta del buon gusto e un primo posto tra i peggiori della storia della moda mondiale.

FONTE: 4yougratis.com

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EMO: La nuova generazione dei Teenager…

Marzo 11, 2009

Descrivere tutto ciò che è associabile allo stile emo è, dobbiamo ammetterlo, veramente difficile. Ci siamo documentati a fondo sui cosiddetti “emo kid”, abbiamo letto molto di ciò che li riguarda (e che magari riguarda anche voi), della musica che ascoltano, di ciò in cui credono. E abbiamo notato che tutto quello che è disponibile in rete è alquanto succinto e superficiale. Noi, in questo articolo vogliamo approfondire un po’ di più lo stile emo. Ma prima di tutto è giusto chederci e chiedervi: lo stile emo, si può definire solamente “stile”?

Secondo noi no. Non si tratta semplicemente di un modo di vestirsi. Lo stile emo ha, infatti, radici abbastanza profonde. La cultura emo è particolarmente radicata nella musica, in particolare è stata per anni considerata come un sottogenere di un’altro tipo di musica: la musica punk. Gli anni a cui ci riferiamo sono gli anni ‘80. Anni amati e odiati e anni in cui molti di voi non erano ancora nati. Ebbene, la musica punk che ha avuto il suo apice alla fine degli anni ‘70 si è trasformata negli anni ‘80 creando una miriade di sottogeneri e sottoculture. Tra questi sottogeneri e sottoculture, si era particolarmente distinta la musica di Washington DC. Nacquero a metà degli anni ‘80 una miriade di band, alcune delle quali divennero davvero famose.

Stiamo parlando, per i cultori della storia della musica, degli Embrace (che ebbero un ottimo successo tra il 1985 e il 1986 con un solo album dal titolo embrace) e dei Rites of Spring. Questi ultimi, diventati famosi per le loro performace dal vivo veramente sconcertanti, sono considerati dalla critica i “fondatori” del genere musicale emo. Per voler essere più precisi, i critici sono concordi nel dire che fu il primo “vagito” del genere definito “emotional hardcore”. Come ben sapete, se i critici si trovano concordi nell’affermare una cosa, allora i diretti interessati non possono fare altro che negare e rifiutare l’etichetta emo (o meglio rifiutarono l’etichetta emotional hardocore). Comunque sia, i Rites of Spring sono una netta spaccatura con il sottogenere punk hardcore di quegli anni ‘80. Mentre nei testi delle canzoni punk hardcore le band esprimevano generalmente giudizi su governo ed economia, mettendo in evidenza i contrasti di una società opulenta (quella americana e anglosassone) ma al limite del tracollo per problemi legati a tensioni sociali e generazionali, nei Rites of Spring il testo delle canzoni è veramente inusuale perchè ispirato a sentimenti personali che riguardano in maniera indiretta la società e il governo. Ci resta come esempio della musica di questo primordiale gruppo emotional hardcore l’album d’esordio “Rites of Spring”.

Anche i Rites of Spring si sciolsero nella seconda metà degli anni ‘80. Alcuni membri confluirono in altre band. Emblematico è l’esempio dei One Last Wish, formati, tra l’altro, da un membro dei Rites of Spring e degli Embrace. Anche la band One Last Wish, sebbene le promettenti premesse, si sciolse ben presto. A quanto pare, il destino che accomuna tutte queste band etichettate come “emotional hardcore” è uno straordinario exploit come primo album d’esordio e la breve durata. Si tratta di certamente di un fattore negativo, la breve durata, ma la miriade di band che si formavano e riuscivano a pubblicare (quelli che allora si chiamavano album ed lp) era ed è comunque un elemento positivo: il panorama musicale di Washington DC era fervido di idee. Talmente fervido che a metà degli anni ‘90, il sottogenere musicale emotional hardcore tornò alla ribalta. Gli artefici di questo successo? In primo luogo la band dei Fugazi.

Quindi, cosa abbiamo dimostrato con le nostre osservazioni? Il genere emo è un’evoluzione del genere punk, che ha subito varie ed interessanti influenze. Emo come sinonimo di emozione, è stata la definizione di molti gruppi i cui testi sono caratterizzati da una ricerca introspettiva che si distingueva dal passato. Quindi, emo non è semplicemente uno stile di abbigliamento. Ha radici culturali profonde che si intrecciano negli ultimi 20 anni.

E’ in corso una specie di campagna denigratoria nei confronti dei cosiddetti emo kid, i ragazzi e le ragazze che, sempre più numerose, si avvicinano alla cultura emo. Le band musicali che abbiamo citato possono piacere o non piacere. Ci sembra infantile denigrare deliberatamente chi segue uno stile di vita diverso dal proprio, soprattutto adducendo come motivo l’abbigliamento o le tendenze suicide che dovrebbero accumunare tutti gli emo. Non neghiamo che vi siano stati episodi in tal senso, non neghiamo che alcuni si feriscano i polsi con lamette, rasoi o forbici deliberatamente. Ma attenzione, il fenomeno emo non è solo questo. Significa prediligere un particolare genere musicale, prediligere l’introspezione personale nei testi. Ma soprattutto essere emo non è solo abbigliamento esteriore. Gli emo kid (ma anche le emo girl, che ci hanno dimostrato di essere numerosissime!) hanno sicuramente una tipologia di abbigliamento in cui si riconoscono. L’abbigliamento emo nasce sulle basi della moda da strada degli skater americani. Scarpe da Skater di marca Vans o Converse All Stars. A dimostrare il crescente interesse per l’abbigliamento e gli accessori di marca per lo stile emo, recentemente la ditta Vans produce scarpe da skater arricchite da piccoli teschietti, stelline e vampiri. Sì, perchè i teschi, le stelline e i vampiri sono simboli dello stile emo! L’associazione emozione/morte con il teschio è presto fatta! Ma per quanto riguarda le stelline dovremmo sicuramente approfondire! E poi, per proseguire con l’abbigliamento emo/skater, possiamo ricordare i jeans. Skinny. Di qualche taglia inferiore alla propria. E jeans dalla fattura femminile anche per gli emo boys. Altro capitolo a parte è l’acconciatura o capigliatura che dir si voglia. Il tipo di acconciatura più gettonato dai ragazzi emo è il caschetto. Con i capelli molto lunghi quasi a coprire gli occhi, meglio se “tirata” da un lato. Di derivazione punk sono poi i colori da prediligere per i capelli: il nero lucido con qualche spruzzo di colore. C’è chi lo definisce una botta di vita. E poi possiamo segnalare, oltre alle pettinature, il trucco marcato anche nei ragazzi.

 

FONTE: fashionteen.info

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Allarme Anoressia Per Paris Hilton?

Marzo 11, 2009

Paris Hilton non ha mai smesso di far parlare di se’, ma stavolta non si tratta di una delle sue solite “trovate” per attirare l’attenzione. I fan dell’ereditiera sarebbero infatti preoccupati per la salute della loro beniamina che in breve tempo ha perso parecchi chili. Sono tante le foto scattate a Paris in cui salta particolarmente all’occhio il suo cagionevole stato di salute tanto da far pensare ad un “allarme anoressia”. Chissa’ se si tratta solo di un periodo o invece se e’ davvero il caso di preoccuparsi.

FONTE:  Sologossip.com