Archivio per la categoria ‘NATURA’

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Dove osano le pale

Giugno 3, 2009

Vorrebbero sconvolgere la stupenda montagna da cui nasce il torrente Acquacheta, un Sito di Importanza Comunitaria adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, per trasformarla in zona industriale e collocarvi gigantesche pale eoliche.
 
Il WWF invita tutti il 2 giugno a una giornata di riflessione su come anche gli impianti per le fonti rinnovabili, se non sono progettati nel luogo giusto e nel modo giusto, possono danneggiare fatalmente luoghi importantissimi per la conservazione della natura e della memoria del nostro paese.

Fonte: Riservadelladuchessa.it

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Dimmi quanto navighi e ti diro’ quanto inquini

Marzo 30, 2009
Google verde

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Google è verde? Oppure inquina? Da oggi è possibile calcolare l’impatto ambientale del Web. (Foto © ti.mo)
Anche navigare su Internet fa male al pianeta: una recente ricerca di Gartner ha quantificato l’impatto ambientale dell’utilizzo della Rete. Siamo tutti inquinatori? (Alessandro Bolla, 12 gennaio 2009)
Quante ricerche fate ogni giorno sul web? Dieci? Venti? Se ci tenete davvero all’ambiente cercate di limitarvi: ogni volta che cliccate su un motore di ricerca, ma anche su ogni altro sito web, producete CO2 e contribuite all’inquinamento del pianeta. Questa inquietante affermazione è dei ricercatori di Gartner Group, un istituto di ricerca americano, che ha quantificato in 0,2 grammi al secondo le emissioni di anidride carbonica generate dalla navigazione su Internet, o, più precisamente, dall’utilizzo del combustibile necessario alla produzione della corrente elettrica impiegata per alimentare pc, monitor e server vari. Insomma, utilizzare Internet per 15 minuti al giorno, secondo il dottor Alex Wissner-Gross, fisico dell’Università di Harward responsabile della ricerca, produrrebbe circa 7 grammi di CO2, la metà di quelli generati per preparare un paio di tazze di tè. Ma molte aziende smentiscono questo dato: Google per esempio, ha dichiarato alla stampa che, in media, l’energia necessaria per effettuare una ricerca (la cui durata complessiva, tra apertura del sito e lettura dei risultati è di circa 30 secondi) è di 1 kj, più o meno quella consumata da un uomo adulto in 10 secondi, che si traduce in un’emissione complessiva di circa 0,2 grammi di CO2. In attesa di capire chi ha ragione, e visto che del pc non si può fare a meno, un buon suggerimento potrebbe essere quello di andare in ufficio o a scuola a piedi: si fa moto, non si inquina e si ritrova la linea. Dopo le feste potrebbe non essere male.

FONTE:  Focus.it

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La casa? Di carta e arredata con la carta

Marzo 30, 2009
La casa di carta

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Ecologica, resistente, impermeabile… e tutta di carta. Viene dalla Svizzera. (Foto © Wall AG)
Una casa di carta, ecologica e a basso costo, promette di risolvere i problemi di abitazione nelle zone colpite da calamità, ma anche dei paesi più poveri. Ma con la carta si fa di tutto: anche mobili e lampade di tendenza. (Alessandro Bolla, 3 febbraio 2009)

Siete dei fanatici dei mobili Ikea? Passate i week-end a litigare con brugole e istruzioni in svedese? Da oggi potete fare di più: comprarvi in scatola anche la casa. Ecologica e a basso costo, è uno speciale bungalow di circa 15 metri quadri prodotto dalla svizzera Wall AG. Costa meno di 5.000 euro. Com’è possibile? Semplice: è fatta interamente di carta riciclata. E nonostante questo è calda, ben isolata, resistente e dotata di ogni comfort.
CUORE SVIZZERO Il materiale di base è lo swisscell, ottenuto dalla carta riciclata e dal cartone, impregnato con una speciale resina e preformato in cellule esagonali, come le celle di un alveare. La produzione della casa di carta è estremamente economica, così come la sua spedizione via nave o aereo. Gerd Niemöller, ideatore di questo singolare progetto, spiega che il suo obiettivo era quello di mettere a punto un prefabbricato che in poco tempo e a costi ridotti potesse essere impiegato nelle zone più povere del mondo o in caso di disastri naturali. Nella casa-origami trovano posto 8 letti, una delle pareti è completamente apribile per assicurare luce e ricambio d’aria ed è dotata di attacchi per acqua ed energia elettrica.

Lampade Jordy Fu

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Lampade di design in carta. Ecologiche ma non proprio economiche. (© foto Jordy Fu)
ARREDI DI CARTA
E con cosa arredare la casa di carta se non con mobili, porte e stoviglie fatte con lo stesso materiale? L’idea è di un’azienda del Minnesota che a partire da vecchi giornali e riviste ha realizzato lo ShetkaSTONE, un pannello da costruzione resistente come la pietra ma di origine interamente cartacea e assolutamente ecologico. Può essere incollato, forato, inchiodato, avvitato come i comuni materiali impiegati in edilizia e nell’industria del legno. Ma come illuminare la casa di carta arredata con mobili di carta? Ovvio, con la lampada di carta (riciclata). L’ha realizzata Jordy Fu, una designer londinese, che taglia nella carta dei curiosi paralumi a forma di nuvola, leggeri ed evanescenti tranne che nel prezzo: le sue creazioni costano infatti tra i 120 e 400 euro.
L’APOTEOSI DEL RICICLO Ma la carta riciclata non si fa solo a partire dai giornali vecchi: qualcuno la produce a partire da materiali molto meno nobili, come gli escrementi d’elefante. Sì, avete capito bene. La Great Elephant PooPoo Paper Company raccoglie la sua materia prima nei grandi parchi africani e ne estrae la fibra che viene utilizzata per produrre carta da lettera, buste, quaderni e bloc notes. Disgustoso? Forse, ma anche utile, visto che i ricavi dell’azienda vengono impiegati per finanziare la protezione dei pachidermi.

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Greenpeace a Civitavecchia: “Il governo contro Kyoto”

Ottobre 17, 2008

International — È partita alle prime luci dell’alba la doppia azione di Greenpeace presso la centrale Enel di Civitavecchia.

Gli attivisti sono entrati nella centrale e – a oltre cento metri di altezza – hanno aperto due enormi striscioni  con il messaggio “Il governo contro Kyoto” e “mai più carbone”. In contemporanea dalla nave di Greenpeace, “Arctic Sunrise”, sono scesi i gommoni con un altro gruppo di attivisti che hanno scritto sul molo “Quit coal”, no carbone.

L’azione di oggi vuole denunciare l’ostilità del Governo italiano al “pacchetto clima ed energia” dell’Unione europea. Il timore è che dietro la richiesta di ‘maggiore flessibilità’, il Governo intenda compromettere l’accordo e quindi sabotare il percorso per la seconda fase per Protocollo di Kyoto.

FONTE: Greenpeace

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Segreti del mare…

Marzo 31, 2008

Quando arriva l’estate, noi, umani,  ci sentiamo attratti dal mare.

Una moltitudine di persone si riunisce sulle spiagge cercando il contatto con le onde che ci procurano piacere e riposo. Tuttavia, il cammino dell’essere umano lascia la sua traccia fatale sulla spiaggia.
Milioni di buste di nylon e plastica di tutti i tipi vengono lasciate sulla costa, il vento e le maree si incaricano  di trascinarli nel mare. Anche milioni di delfini muoiono affogati…
La prossima volta che andrai sulla tua spiaggia preferita, potresti trovare sulla sabbia la sporcizia che  un’altra persona  ha lasciato. Non è la tua sporcizia comunque, è  la TUA SPIAGGIA, è il TUO MARE,  è il TUO MONDO e devi fare  qualcosa per lui.
“Non si può difendere quello che non si ama, e, non si può amare quello che non si conosce”.

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Olimpiadi, Pechino si tira a lucido e fa strage di gatti

Marzo 10, 2008
E’ in atto lo sterminio sistematico dei poveri animali, destinati in veri e propri lager della morte sulla scia della campagna di allarme del governo contro le malattie.

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma, 10 mar. (Ign) – C’è un retroscena oscuro e crudele che getta una luce tetra sui preparativi per le Olimpiadi di Pechino 2008: lo sterminio sistematico di gatti. Lo riferisce il ‘Daily Mail’. L’eliminazione sta avvenendo sulla scia della campagna di allarme del governo contro le malattie di cui i felini sarebbero portatori e così le autorità hanno ordinato ai cittadini di ‘collaborare’ nel ripulire le strade dai poveri animali. I gatti vengono costretti in gabbie talmente piccole da non riuscire nemmeno a rigirarsi, destinati in veri e propri lager della morte appositamente istituiti.

In Cina le associazioni di tuela degli animali stanno protestando ma temono ritorsioni da parte dei vertici al potere, soliti a punire le voci dissidenti con il carcere se non con la pena di morte. I provvedimenti vengono visti dagli animalisti solo come un modo per salvaguardare l’immagine e far apparire la capitale linda e pinta agli occhi del mondo intero che si riverserà nel Paese per i Giochi olimpici.

FONTE: Daily Mail per Studio Cataldi.it

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Natura,Ogm e….Abbigliamento

Marzo 4, 2008

Alcuni scienziati giurano che si tratta di preoccupazioni infondate, ma siamo davvero sicuri di essere più bravi della natura che ha impiegato migliaia di anni per selezionare il codice genetico di una pianta? E poi è come chiedere all’oste se il vino è buono visto che gli ogm sono sponsorizzati dalle stesse multinazionali che hanno tutto l’interesse ad usarle in loro favore senza troppi scrupoli. Infatti sono state create delle varietà di cotone sterile, che di fatto obbligano il coltivatore a comprare il seme ogni anno da chi lo produce scavalcando completamente la naturale proprietà di ogni azienda agricola ad auto produrre la semente per la stagione successiva. Una delle caratteristiche essenziali dell’agricoltura così come si è affermata e diffusa in millenni di storia.
Alla fine di tutta la catena ci siamo ancora noi consumatori che entriamo nel primo negozio che capita e compriamo una “innocente” T-shirt senza conoscerne il percorso.

Si sta però diffondendo sempre di più l’abbigliamento naturale ed ecologico, che offre un prodotto “pulito” e garantito in tutte le fasi della sua lavorazione, dalla coltivazione senza biotecnologie e pesticidi chimici, alla lavorazione e alla tintura del filato con sostanze naturali, senza lo sfruttamento della manodopera nelle varie fasi della lavorazione. Iprodotti che si ottengono oltre ad avere un aspetto più “naturale” hanno anche il gran pregio di mantenere le caratteristiche della fibra, di non produrre allergie e di resistere più a lungo.

E per pochi euro in più ne vale davvero la pena!

Fonte: www.consorzionatura.com

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L’ambiente conta sempre O!

Gennaio 11, 2008

9 Gennaio 2008

Il Pecoraro Espiatorio

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Si è aperta la caccia al Pecoraro Scanio. E’ lui il colpevole. Non Bassolino, non la Jervolino, non i presidenti del Consiglio degli ultimi quindici anni, non la Camorra, non le imprese del Nord che hanno smaltito i rifiuti tossici in Campania per risparmiare, non chi ha preso i miliardi di euro dalla Comunità Europea per opere mai realizzate, non le municipalizzate politicizzate, non i partiti, non la giunta regionale, non le giunte provinciali, non i sindaci contigui alla criminalità organizzata, non chi non ha permesso la raccolta differenziata, non i magistrati che non hanno indagato, non i giornalisti che non hanno denunciato, non i parlamentari campani che stanno a Roma, non le ASL, non chi deve controllare i prodotti alimentari, non chi deve controllare l’inquinamento dell’aria.
Nessuna, nessuna stramaledetta istituzione è responsabile di una Regione rovinata, con scorie radioattive sotto i campi di pomodori e un incremento di malati di tumori spaventoso.
La colpa è dei Verdi, di chi vuole acqua pulita, aria pulita, carne, uova e mozzarella senza diossina. La colpa è di chi vuole un parco, un albero, una spiaggia senza liquami, depuratori funzionanti.
La colpa è di chi vuole la raccolta differenziata, rifiuti zero.La colpa è di chi pensa che i campani siano una popolazione civile come le altre che può ottenere gli stessi risultati per l’ambiente dei danesi o dei californiani.
La colpa è di chi dice la verità sugli inceneritori e sul Cip6, la tassa sulla nostra bolletta dell’Enel, che ha sottratto miliardi di euro alle energie rinnovabili per regalarli ai petrolieri.
Uno dei più grandi fallimenti politici della Repubblica Italiana è stato trasformato in un problema di ordine pubblico. Bassolino regna con De Gennaro alla sua destra.
I colpevoli sono il Pecoraro Espiatorio e tutti gli abitanti di Pianura ai quali era stato promesso che la discarica non sarebbe più stata riaperta.

Fonte: blog Beppe Grillo

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pianta un albero

Dicembre 25, 2007
 26/11/2007
E’ partita la rinascita del bosco di Vanzago
Cento ascoltatori di RDS hanno piantato querce nel bosco dell’oasi grazie al progetto di raccolta fondi tra Radio Dimensione Suono e il WWF della scorsa estate
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Quando scegliamo un Parquet……………

Dicembre 23, 2007

La guida di Greenpeace alla scelta del parquet

In questa guida abbiamo unito un giudizio generale sulle condizioni della specie di legno impiegata, alla situazione specifica nei paesi di provenienza. In questo modo non intendiamo dare giudizi perentori, ma indicare fattori di rischio. Dove il rischio è più alto, diviene più importante dotarsi di strumenti di prevenzione, come la certificazione forestale. Per esempio, i legni che provengono dalle foreste pluviali, sono spesso prelevati con metodologie distruttive, soprattutto dove è diffuso il fenomeno del taglio illegale. In questi casi, la loro massiccia esportazione non porta sviluppo alle genti del posto, al contrario, lascia una scia di povertà, corruzione e sopraffazione, oltre che di degrado dell’ambiente. Anche legni di origine apparentemente più innocua, come il larice siberiano, o il pino che viene dalle regioni più nordiche della Finlandia e della Russia, provengono spesso da foreste primarie minacciate.

Le indicazioni circa i paesi in cui è stato acquistato il legname sono fornite dallo stesso produttore, che ha avuto modo di rivedere e commentare i dati finali. Dove il produttore non ha fornito il dettaglio dei paesi di provenienza del legno, abbiamo dovuto attenerci ad una indicazione di maggiore prudenza o fare riferimento al sito web dell’azienda.

Perché scegliere il legno

Il legno è uno dei materiali più ecologici: è un materiale vivo, è caldo, respira, insomma è naturale. E in più dura a lungo, ha un ottimo bilancio energetico, è biodegradabile, se trattato correttamente non inquina, e può essere utilizzato nel ciclo naturale del riciclo. Purché sia prelevato rispettando l’ambiente. Purtroppo questo non sempre avviene. Mentre molti boschi sono gestiti in modo pienamente responsabile, le grandi foreste millenarie del pianeta continuano ad essere distrutte ad un ritmo impressionante. La distruzione delle foreste non è affatto necessaria. È infatti possibile usare un materiale bello come il legno acquistandolo oculatamente. Spetta anche a noi consumatori esigere che tutto il legno importato sia garantito da una certificazione che ne garantisca l’origine. Questa guida presenta ai consumatori alcune indicazioni circa la provenienza di diversi parquet offerti in Italia, offrendo alcuni strumenti che favoriscono il rispetto degli ambienti naturali.

Parquet e parquet

Esistono molti tipi di parquet, alcuni in legno massiccio, altri con uno strato nobile posto su uno zoccolo di legno meno pregiato, o su un multistrato o un pannello di particelle a base di legno. A volte lo strato nobile è spesso qualche millimetro. Può sembrare poco, ma si deve pensare l’impatto che questo ha a livello industriale moltiplicato per tutta la produzione. Il risultato sono navi cariche che ogni mese portano tronchi e segati anche da foreste minacciate, come l’Africa, il Sud-est Asiatico, l’Amazzonia. Una scelta responsabile rappresenta sempre un aiuto per le foreste. In questa guida ci si riferisce allo strato nobile, quello col cui nome viene solitamente venduto il prodotto.

Le certificazioni

Esistono molti sistemi di certificazione forestale. Greenpeace, assieme alla maggior parte delle associazioni ambientaliste internazionali, ritiene che il Forest Stewardship Council (FSC) sia il più affidabile fra loro, l’unico in grado di assicurare una sufficiente affidabilità dei controlli e delle verifiche su standard omogenei, in grado di assicurare la piena preservazione della foresta ed il rispetto dei diritti dei popoli indigeni che la abitano. In questa guida si fa riferimento esclusivamente al FSC, ma non è escluso che i prodotti citati siano coperte da altre certificazioni, ritenute però non sufficientemente efficaci.

L’elenco delle aziende

L’elenco dei tipi di legno

Disclaimer

Questa guida è stata realizzata raccogliendo le informazioni che le aziende hanno inviato a Greenpeace e/o dichiarato sui propri siti web aziendali e non comprende tutte le aziende del settore sul mercato italiano. Le liste di aziende ed essenze arboree vengono periodicamente aggiornate su questo sito web. Le aziende presenti nella lista della guida al parquet avranno la possibilità di comunicare eventuali errori o cambiamenti nella lista delle essenze vendute scrivendo all’indirizzo foreste@greenpeace.it. Preghiamo chiunque intenda riprodurre questa guida di utilizzare sempre la versione aggiornata, di includere tutti i commenti e le precisazioni menzionate, citando la fonte. Greenpeace non è responsabile per eventuali riproduzioni incomplete.

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