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Trasformare foto in dipinti

Giugno 3, 2009

Tra gli effetti più amati degli editor professionali per fotoritocco, c’è sicuramente l’effetto dipinto, che trasforma le nostre foto in apparenti opere d’arte. PsykoPaint è proprio un programma che applica questo effetto alle vostre foto in modo facile e veloce, senza ricorrere all’utilizzo di programmi non proprio semplici per tutti come Photoshop. Si tratta infatti di un servizio online e per utilizzarlo vi basterà accedere alla homepage e cliccare su “Gettin Started”, poi importare l’immagine cliccando su “Open” nel menu in alto e scegliere le impostazioni dell’effetto da applicare e le caratteristiche del pennello e colori che potrete comunque modificare dopo. Il risultato ad effetto è assicurato ed è possibile fare numerose variazioni e modifiche al dipinto. Ecco a voi il link per provarlo: http://www.psykopaint.com/

Fonte: lapiuma.it

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Videogioco sui Beatles

Giugno 3, 2009

La carriera dei Beatles dalla Liverpool dei primi anni Sessanta al successo planetario, ripercorsa in un videogame. E’ il gioco messo a punto da Mtv Games che la Microsoft ha presentato alla conferenza E3 di Los Angeles con un gruppo di testimonial d’eccezione: Paul McCartney, Ringo Starr e le vedove degli altri due Beatles scomparsi, Yoko Ono e Olivia Harrison. Il videogioco, in vendita dal 9 settembre, sara’ accompagnato da 45 canzoni della band di Liverpool.

Fonte: News.launch.yahoo

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Dove osano le pale

Giugno 3, 2009

Vorrebbero sconvolgere la stupenda montagna da cui nasce il torrente Acquacheta, un Sito di Importanza Comunitaria adiacente al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, per trasformarla in zona industriale e collocarvi gigantesche pale eoliche.
 
Il WWF invita tutti il 2 giugno a una giornata di riflessione su come anche gli impianti per le fonti rinnovabili, se non sono progettati nel luogo giusto e nel modo giusto, possono danneggiare fatalmente luoghi importantissimi per la conservazione della natura e della memoria del nostro paese.

Fonte: Riservadelladuchessa.it

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Moda e tendenze 2009

Giugno 3, 2009

Ecco le tendenze ed i “must have” per la prossima primavera, per l’estate ed il prossimo inverno 2009.

Per una vacanza estemporanea ai Tropici o per una crociera nel blu dei Caraibi ecco quello che vi serve sapere. Tira, tira e tira lo stampato spalmato e graffiato con effetto lucido di pelle di animale (o animalier per dirla in modo tecnico). Molto anni Ottanta al mercato, secondo la sottoscritta, ma assolutamente di tendenza secondo i guru del pret-à-porter. E poi collane collane e ancora collane: di spugna, di plastica colorata e fluorescente. Enormi ciondoli che sbucano dai caftani leggeri e vistosissimi collier intrecciati in stile Africa, in versione bon-ton però. Per la sera invece via a vestagliette di seta leggera, preferibilmente a poncho, che si appoggiano lievi e svolazzanti sull’abbronzatura. fresca.

Per le serate importanti e per i cocktails è di rigore il punto vita. Sottolineato da alte cinture formate da più stati sovrapposti, con gancetti e chiusure che si rincorrono ed evidenziano un vitino da vespa che se non c’è, s’ha da inventare. Vita alta e in vista anche per i pantaloni dal taglio maschile e le gonne lunge e strette che si alternano con minigonne che si possono soltanto intuire, sopra ai sempre più presenti – sebbene poco donanti – leggings. Leggeri e coloratissimi, of course! Anche qui non manca l’animalier, ovvero la bestia che si stampa su un tulle leggerissimo di chiffon che sbuca e sbuffa da maglioncini smanicati realizzati in cotone grossolano, tanto ma tanto eco-chic. Pizzo nero abbinato a tulle leggerissimo, magari soltanto su maniche e polsini, e lana lavorata per gli abiti da sera, le gonne svasate o i tubini che perdono la loro rigidità e scendono morbidi sui fianchi.

Per un dopo cena di tendenza, imperdibile il completino di raso, rosa antico, in cui la delicatezza dei tagli contrasta con malizia con la stampa dichiaratamente saffica. E poi un bel paio di manette glamour – in cui lasciare mezzo stipendio – di pelle lucida e borchiata. Anche il mini frustino di lattice e pelle non può mancare, se non per essere usato davvero su qualche povero schiavo (o poor slave, visto che in inglese tutto sembra sempre più fashion) , quanto meno per essere abbinato con il guinzaglietto, sempre di pelle lucida, con intarsi di piccole catene e Swarowsky nella parte del collare.

Per l’uomo che verrà. Si sa, l’uomo è più semplice, più immediato e, abbandonate la gonne e gli infradito, torna al look sobrio, giocato sui colori tenui, con qualche divertente eccezione giocosa. Il “must have” delle prossime stagioni è la felpina con cappuccio, preferibilmente disegnata con cartoni animali giappo (i manga), da portare con scioltezza sopra alla camicia bianca e – attenzione! – alla cravatta nera opaca stile “fatto a mano, all’uncinetto” e, soprattutto, sotto ad una giacchina asciutta asciutta di raso nero.

Fonte:  Fuoriditesta.it

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Scarlett Johansson nuovo volto di Mango

Giugno 3, 2009

Dopo Dolce e Gabbana Make Up, Scarlett Johansson sarà il volto della collezione Autunno/Inverno 2009-2010 di Mango.
Grintosa e cosmopolita, l’attrice sarà in grado di succedere a Penelope Cruz, testimonial Mango per l’anno 2008-2009. Due bellezze differenti, accomunate oltre che dalla recente performance in Vicky Christina Barcelona, dalla spiccata sensualità.
Per la campagna pubblicitaria, Mango ha scelto Mario Sorrentino ad immortalare la bella attrice.
La data di uscita dei primi scatti è ancora da definire.

Fonte: Fashion FM

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Dimmi quanto navighi e ti diro’ quanto inquini

Marzo 30, 2009
Google verde

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Google è verde? Oppure inquina? Da oggi è possibile calcolare l’impatto ambientale del Web. (Foto © ti.mo)
Anche navigare su Internet fa male al pianeta: una recente ricerca di Gartner ha quantificato l’impatto ambientale dell’utilizzo della Rete. Siamo tutti inquinatori? (Alessandro Bolla, 12 gennaio 2009)
Quante ricerche fate ogni giorno sul web? Dieci? Venti? Se ci tenete davvero all’ambiente cercate di limitarvi: ogni volta che cliccate su un motore di ricerca, ma anche su ogni altro sito web, producete CO2 e contribuite all’inquinamento del pianeta. Questa inquietante affermazione è dei ricercatori di Gartner Group, un istituto di ricerca americano, che ha quantificato in 0,2 grammi al secondo le emissioni di anidride carbonica generate dalla navigazione su Internet, o, più precisamente, dall’utilizzo del combustibile necessario alla produzione della corrente elettrica impiegata per alimentare pc, monitor e server vari. Insomma, utilizzare Internet per 15 minuti al giorno, secondo il dottor Alex Wissner-Gross, fisico dell’Università di Harward responsabile della ricerca, produrrebbe circa 7 grammi di CO2, la metà di quelli generati per preparare un paio di tazze di tè. Ma molte aziende smentiscono questo dato: Google per esempio, ha dichiarato alla stampa che, in media, l’energia necessaria per effettuare una ricerca (la cui durata complessiva, tra apertura del sito e lettura dei risultati è di circa 30 secondi) è di 1 kj, più o meno quella consumata da un uomo adulto in 10 secondi, che si traduce in un’emissione complessiva di circa 0,2 grammi di CO2. In attesa di capire chi ha ragione, e visto che del pc non si può fare a meno, un buon suggerimento potrebbe essere quello di andare in ufficio o a scuola a piedi: si fa moto, non si inquina e si ritrova la linea. Dopo le feste potrebbe non essere male.

FONTE:  Focus.it

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La casa? Di carta e arredata con la carta

Marzo 30, 2009
La casa di carta

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Ecologica, resistente, impermeabile… e tutta di carta. Viene dalla Svizzera. (Foto © Wall AG)
Una casa di carta, ecologica e a basso costo, promette di risolvere i problemi di abitazione nelle zone colpite da calamità, ma anche dei paesi più poveri. Ma con la carta si fa di tutto: anche mobili e lampade di tendenza. (Alessandro Bolla, 3 febbraio 2009)

Siete dei fanatici dei mobili Ikea? Passate i week-end a litigare con brugole e istruzioni in svedese? Da oggi potete fare di più: comprarvi in scatola anche la casa. Ecologica e a basso costo, è uno speciale bungalow di circa 15 metri quadri prodotto dalla svizzera Wall AG. Costa meno di 5.000 euro. Com’è possibile? Semplice: è fatta interamente di carta riciclata. E nonostante questo è calda, ben isolata, resistente e dotata di ogni comfort.
CUORE SVIZZERO Il materiale di base è lo swisscell, ottenuto dalla carta riciclata e dal cartone, impregnato con una speciale resina e preformato in cellule esagonali, come le celle di un alveare. La produzione della casa di carta è estremamente economica, così come la sua spedizione via nave o aereo. Gerd Niemöller, ideatore di questo singolare progetto, spiega che il suo obiettivo era quello di mettere a punto un prefabbricato che in poco tempo e a costi ridotti potesse essere impiegato nelle zone più povere del mondo o in caso di disastri naturali. Nella casa-origami trovano posto 8 letti, una delle pareti è completamente apribile per assicurare luce e ricambio d’aria ed è dotata di attacchi per acqua ed energia elettrica.

Lampade Jordy Fu

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Lampade di design in carta. Ecologiche ma non proprio economiche. (© foto Jordy Fu)
ARREDI DI CARTA
E con cosa arredare la casa di carta se non con mobili, porte e stoviglie fatte con lo stesso materiale? L’idea è di un’azienda del Minnesota che a partire da vecchi giornali e riviste ha realizzato lo ShetkaSTONE, un pannello da costruzione resistente come la pietra ma di origine interamente cartacea e assolutamente ecologico. Può essere incollato, forato, inchiodato, avvitato come i comuni materiali impiegati in edilizia e nell’industria del legno. Ma come illuminare la casa di carta arredata con mobili di carta? Ovvio, con la lampada di carta (riciclata). L’ha realizzata Jordy Fu, una designer londinese, che taglia nella carta dei curiosi paralumi a forma di nuvola, leggeri ed evanescenti tranne che nel prezzo: le sue creazioni costano infatti tra i 120 e 400 euro.
L’APOTEOSI DEL RICICLO Ma la carta riciclata non si fa solo a partire dai giornali vecchi: qualcuno la produce a partire da materiali molto meno nobili, come gli escrementi d’elefante. Sì, avete capito bene. La Great Elephant PooPoo Paper Company raccoglie la sua materia prima nei grandi parchi africani e ne estrae la fibra che viene utilizzata per produrre carta da lettera, buste, quaderni e bloc notes. Disgustoso? Forse, ma anche utile, visto che i ricavi dell’azienda vengono impiegati per finanziare la protezione dei pachidermi.

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Time stila il brutto della moda

Marzo 30, 2009

La moda si sa è bel vestire e bel presentarsi; ma è anche capriccio che deve difendere fantasia ed estro, come la Prima Ministra delle Filippine che dichiarava a suo tempo che quando capitava di doversi fare una capatina tra i poveri del suo paese ci metteva si e no due ore solo per scegliere quale tra le duemila paia di scarpe indossare. O i capricci ministeriali della Presidentessa dell’Argentina che indossò in un sol giorno cinque abiti diversi tutti costosissimi; niente male se si pensa che quel giorno erano riuniti i potenti della terra a discutere sulla fame nel mondo seduti dinnanzi ad un tavolo imbandito di caviale e champagne. Adesso per queste storie di malamoda si tira un freno; primo passo lo fa il Time di New York che stila una graduatoria sui “falsi passi d’eleganza e trascina nella rete delle figuraccie mondiali Anna Wintour la direttrice di Vogue musa ispiratrice de’ ‘Il Diavolo Veste Prada’.
A maggio di quest’anno infatti la direttrice si presentò al Gala del Constume Institute di New York con un abito firmato Karl Lagerfeld intarsiato di molluschi e crostacei: esito, una specie di sconfitta del buon gusto e un primo posto tra i peggiori della storia della moda mondiale.

FONTE: 4yougratis.com

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EMO: La nuova generazione dei Teenager…

Marzo 11, 2009

Descrivere tutto ciò che è associabile allo stile emo è, dobbiamo ammetterlo, veramente difficile. Ci siamo documentati a fondo sui cosiddetti “emo kid”, abbiamo letto molto di ciò che li riguarda (e che magari riguarda anche voi), della musica che ascoltano, di ciò in cui credono. E abbiamo notato che tutto quello che è disponibile in rete è alquanto succinto e superficiale. Noi, in questo articolo vogliamo approfondire un po’ di più lo stile emo. Ma prima di tutto è giusto chederci e chiedervi: lo stile emo, si può definire solamente “stile”?

Secondo noi no. Non si tratta semplicemente di un modo di vestirsi. Lo stile emo ha, infatti, radici abbastanza profonde. La cultura emo è particolarmente radicata nella musica, in particolare è stata per anni considerata come un sottogenere di un’altro tipo di musica: la musica punk. Gli anni a cui ci riferiamo sono gli anni ‘80. Anni amati e odiati e anni in cui molti di voi non erano ancora nati. Ebbene, la musica punk che ha avuto il suo apice alla fine degli anni ‘70 si è trasformata negli anni ‘80 creando una miriade di sottogeneri e sottoculture. Tra questi sottogeneri e sottoculture, si era particolarmente distinta la musica di Washington DC. Nacquero a metà degli anni ‘80 una miriade di band, alcune delle quali divennero davvero famose.

Stiamo parlando, per i cultori della storia della musica, degli Embrace (che ebbero un ottimo successo tra il 1985 e il 1986 con un solo album dal titolo embrace) e dei Rites of Spring. Questi ultimi, diventati famosi per le loro performace dal vivo veramente sconcertanti, sono considerati dalla critica i “fondatori” del genere musicale emo. Per voler essere più precisi, i critici sono concordi nel dire che fu il primo “vagito” del genere definito “emotional hardcore”. Come ben sapete, se i critici si trovano concordi nell’affermare una cosa, allora i diretti interessati non possono fare altro che negare e rifiutare l’etichetta emo (o meglio rifiutarono l’etichetta emotional hardocore). Comunque sia, i Rites of Spring sono una netta spaccatura con il sottogenere punk hardcore di quegli anni ‘80. Mentre nei testi delle canzoni punk hardcore le band esprimevano generalmente giudizi su governo ed economia, mettendo in evidenza i contrasti di una società opulenta (quella americana e anglosassone) ma al limite del tracollo per problemi legati a tensioni sociali e generazionali, nei Rites of Spring il testo delle canzoni è veramente inusuale perchè ispirato a sentimenti personali che riguardano in maniera indiretta la società e il governo. Ci resta come esempio della musica di questo primordiale gruppo emotional hardcore l’album d’esordio “Rites of Spring”.

Anche i Rites of Spring si sciolsero nella seconda metà degli anni ‘80. Alcuni membri confluirono in altre band. Emblematico è l’esempio dei One Last Wish, formati, tra l’altro, da un membro dei Rites of Spring e degli Embrace. Anche la band One Last Wish, sebbene le promettenti premesse, si sciolse ben presto. A quanto pare, il destino che accomuna tutte queste band etichettate come “emotional hardcore” è uno straordinario exploit come primo album d’esordio e la breve durata. Si tratta di certamente di un fattore negativo, la breve durata, ma la miriade di band che si formavano e riuscivano a pubblicare (quelli che allora si chiamavano album ed lp) era ed è comunque un elemento positivo: il panorama musicale di Washington DC era fervido di idee. Talmente fervido che a metà degli anni ‘90, il sottogenere musicale emotional hardcore tornò alla ribalta. Gli artefici di questo successo? In primo luogo la band dei Fugazi.

Quindi, cosa abbiamo dimostrato con le nostre osservazioni? Il genere emo è un’evoluzione del genere punk, che ha subito varie ed interessanti influenze. Emo come sinonimo di emozione, è stata la definizione di molti gruppi i cui testi sono caratterizzati da una ricerca introspettiva che si distingueva dal passato. Quindi, emo non è semplicemente uno stile di abbigliamento. Ha radici culturali profonde che si intrecciano negli ultimi 20 anni.

E’ in corso una specie di campagna denigratoria nei confronti dei cosiddetti emo kid, i ragazzi e le ragazze che, sempre più numerose, si avvicinano alla cultura emo. Le band musicali che abbiamo citato possono piacere o non piacere. Ci sembra infantile denigrare deliberatamente chi segue uno stile di vita diverso dal proprio, soprattutto adducendo come motivo l’abbigliamento o le tendenze suicide che dovrebbero accumunare tutti gli emo. Non neghiamo che vi siano stati episodi in tal senso, non neghiamo che alcuni si feriscano i polsi con lamette, rasoi o forbici deliberatamente. Ma attenzione, il fenomeno emo non è solo questo. Significa prediligere un particolare genere musicale, prediligere l’introspezione personale nei testi. Ma soprattutto essere emo non è solo abbigliamento esteriore. Gli emo kid (ma anche le emo girl, che ci hanno dimostrato di essere numerosissime!) hanno sicuramente una tipologia di abbigliamento in cui si riconoscono. L’abbigliamento emo nasce sulle basi della moda da strada degli skater americani. Scarpe da Skater di marca Vans o Converse All Stars. A dimostrare il crescente interesse per l’abbigliamento e gli accessori di marca per lo stile emo, recentemente la ditta Vans produce scarpe da skater arricchite da piccoli teschietti, stelline e vampiri. Sì, perchè i teschi, le stelline e i vampiri sono simboli dello stile emo! L’associazione emozione/morte con il teschio è presto fatta! Ma per quanto riguarda le stelline dovremmo sicuramente approfondire! E poi, per proseguire con l’abbigliamento emo/skater, possiamo ricordare i jeans. Skinny. Di qualche taglia inferiore alla propria. E jeans dalla fattura femminile anche per gli emo boys. Altro capitolo a parte è l’acconciatura o capigliatura che dir si voglia. Il tipo di acconciatura più gettonato dai ragazzi emo è il caschetto. Con i capelli molto lunghi quasi a coprire gli occhi, meglio se “tirata” da un lato. Di derivazione punk sono poi i colori da prediligere per i capelli: il nero lucido con qualche spruzzo di colore. C’è chi lo definisce una botta di vita. E poi possiamo segnalare, oltre alle pettinature, il trucco marcato anche nei ragazzi.

 

FONTE: fashionteen.info

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Allarme Anoressia Per Paris Hilton?

Marzo 11, 2009

Paris Hilton non ha mai smesso di far parlare di se’, ma stavolta non si tratta di una delle sue solite “trovate” per attirare l’attenzione. I fan dell’ereditiera sarebbero infatti preoccupati per la salute della loro beniamina che in breve tempo ha perso parecchi chili. Sono tante le foto scattate a Paris in cui salta particolarmente all’occhio il suo cagionevole stato di salute tanto da far pensare ad un “allarme anoressia”. Chissa’ se si tratta solo di un periodo o invece se e’ davvero il caso di preoccuparsi.

FONTE:  Sologossip.com